“Igiene e Bellezza. La Cura del Corpo nell’Antico Egitto” è il titolo della
nuova mostra che il Centro Studi di Aboca Museum ha organizzato in
collaborazione con il Museo Egizio di Firenze e che, inaugurata il 30 aprile,
durerà sino al 31 ottobre 2005.
La mostra, allestita nel nobile Palazzo seicentesco Bourbon del Monte di
Sansepolcro, sede di Aboca Museum, ha l’ambizioso obiettivo di mostrare al
visitatore le raffinate pratiche, gli utensili e i cosmetici che gli antichi
Egizi utilizzavano n ella
cura, quasi rituale, del proprio corpo.
Attraverso le cinque sale che costituiscono la mostra ci si sente avvolgere
da un’atmosfera intensa, fatta di profumi ed essenze, emanate dalle stesse erbe
e droghe utilizzate per formulare i cosmetici e i trucchi che i faraoni
utilizzavano per esaltare la loro maestosa bellezza.
Percorrendo questo itinerario si viene trascinati in un mondo fatto di misteri
ancora non del tutto svelati e che fanno sì che una civiltà scomparsa da
millenni continui ad affascinare milioni di persone di tutti i continenti.
La mostra apre le porte che conducono ad alcuni dei segreti di bellezza che per
molto tempo sono stati gelosamente custoditi dalle piramidi e che testimoniano
la grande raffinatezza di uno dei più grandi popoli del Mediterraneo.
L’atmosfera magica e misteriosa evocata dai profumi delle erbe insieme alle
scenografie di piante vive originarie della zona del Nilo sono il perfetto
scenario dove poter ammirare reperti di inestimabile valore
storico-antropologico, utili per approfondire la conoscenza della civiltà
egizia.
Unguentari,
contenitori di creme, statuette, pettini e spilloni per acconciature, steli e
amuleti danno infatti la possibilità di ricostruire i modi e le abitudini
con cui venivano curate bellezza e igiene. Tra i molti reperti, sono di
particolare interesse il sarcofago del sacerdote Khonsumes, il calco del
famosissimo busto di Nefertiti e le maschere funerarie, tutti a testimonianza
dell’importanza che gli Egizi conferivano alla cura del corpo anche dopo la
morte, considerata come il passaggio ad una nuova vita in cui corpo e anima si
sarebbero ricongiunti.
Maestri indiscussi nel campo della cosmetica, gli antichi Egizi hanno
tramandato, attraverso i geroglifici, ricette e formulazioni che, recuperati da
studiosi e ricercatori, sono stati utilizzati da Aboca per sperimentare nei suoi
laboratori di Ricerca e Sviluppo i metodi e gli ingredienti cosmetici degli
Egizi. Provando i “trucchi” di bellezza delle regine del Nilo si potranno così
imitare i riti di una bellezza che per i faraoni era manifestazione e simbolo
dell’origine divina a loro attribuita.
Kuphy,
il profumo sacro agli dei.
Una delle essenze aromatiche più preziose e ricercate dell’Antico Egitto,
utilizzato anche come induttore del sonno, era il Kuphy. Veniva bruciato
affinché il suo profumo arrivasse in cielo come offerta sacra agli dei. Si
diceva che il suo aroma “soave e salubre purificasse l’aria, il corpo e
sciogliesse le tristezze e la tensione delle preoccupazioni quotidiane”. Essendo
la distillazione alcolica delle essenze ancora sconosciuta all’epoca il kuphy si
otteneva macerando erbe, fiori e bacche nell’olio finché queste non avevano
ceduto il loro profumo. Uno dei primi a svelare e tramandare i segreti del Kuphy
fu il filosofo greco Plutarco (I sec. D.C.) durante uno dei suoi soggiorni di
studio in Egitto. Da sottolineare è il fatto che le tante ricette del kuphy
tramandate sino ai giorni nostri non coincidono quasi mai per quanto riguarda
ingredienti e procedure.
I profumi, usati inizialmente solo in occasioni di tipo religioso, si
diffusero poi sia alle classi sociali elevate che a tutto il resto della
popolazione. A testimoniare la passione degli Egizi per i profumi, oltre ai
geroglifici sono rimaste tracce di fragranze in alcune tombe illustri come
quella del celebre faraone Tutankhamon.
Aboca Museum
30 aprile - 31 ottobre 2005
Palazzo Bourbon del Monte, Sansepolcro (Arezzo)
orario 10-13, 15-19 aperto tutti i giorni
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