Secondo i dati più recenti, nei bambini in età scolare le crisi dolorose
colpiscono circa il 20-25 per cento della popolazione e nei casi più gravi
questi episodi minano le capacità del soggetto sia in ambito scolastico che in
quello sociale. E’ importante, quindi non sottovalutare il problema quando si
presenta e capire qual è la causa del dolore per trovare la cura più idonea. I
bambini possono soffrire di mal di testa cronici (cefalea primaria, le cui forme
più diffuse sono la cefalea tensiva e l’emicrania) o acuti (cefalea
secondaria)[1]. Le cefalee secondarie si presentano una volta ogni tanto e
possono essere il sintomo di qualche disturbo quali:
- Infezioni: è il caso della banale influenza, della sinusite (infiammazione dei
seni paranasali) o della meningite (infiammazione delle meningi);
- Traumi: dovuti a cadute o piccoli infortuni alla testa;
- Problemi a denti e mandibole;
- Problemi visivi: miopia o ipermetropia.
Il mal di testa nei bambini può essere il segnale concreto di un disagio
interiore, così come il pianto è un modo per comunicare agli adulti i propri
bisogni, le tensioni e lo stress accumulato[2]. Le motivazioni che sostengono il
mal di testa possono quindi essere molte: problemi scolastici, tensioni
familiari, bruschi cambiamenti (come la nascita di un fratellino o il
cambiamento di città). Il mal di testa influisce molto sulla qualità della vita
dei bambini che ne soffrono. Limita le loro possibilità di gioco e divertimento.
Influenza il rendimento scolastico e può limitarne la vita sociale[3]. Per
questo motivo non devono essere sottovalutati o sdrammatizzati i mal di testa
dei bambini e necessario invece rivolgersi con serenità al pediatra non appena
compaiono i primi sintomi. Se la crisi dolorosa nasconde una causa psicologica,
è necessario capire cosa fa soffrire così tanto un bambino da portarlo ad avere
male alla testa. Non bisogna dimenticare che quello che per un adulto può essere
un problema da niente, per un bambino può rappresentare un ostacolo
insormontabile. Si deve quindi prestare attenzione ai sintomi lamentati dal
bambino. Non bisogna colpevolizzarlo o preoccuparlo per come si sente. E’
importante invece cercare di capire i problemi che sono all’origine del suo
comportamento e cercare di risolverli nei limiti del possibile. Alle volte è
sufficiente prestare un po’ più di attenzione, aiutarlo nei compiti o ancora non
sovraccaricarlo di impegni extra-scolastici. Il 50 per cento dei bambini con
cefalee abusa di farmaci, in gran parte analgesici[4]. Il 7% ne fa uso ad ogni
occasione di mal di testa e gran parte di essi usa gli stessi farmaci che sono
stati somministrati ai genitori per il medesimo sintomo[5]. L’abuso
farmacologico porta a dipendenza e cronicizzazione della malattia, ma nonostante
questo rischio le ricerche mettono in luce che l’automedicamento è una pratica
molto diffusa nelle famiglie italiane. Nel 6% dei casi i bambini prendono anche
vari tipi di farmaci, spesso con posologia improvvisata dai genitori stessi[6].
Nel 2000 abbiamo pubblicato due lavori che sottolineano efficacia e sicurezza di
agopuntura e omeopatia nlle cefalee primarie pediatriche[7] [8]. Negli ultimi 4
anni abbiamo trattato, in modo consecutivo, 19 soggetti di ambo i sessi,di età
fra i 6 ed i 13 (3 infanzia), ottenendo risultati positivi (Graf. 1 e 2)
nell’81% dei casi, relativamente a intensità e numero delle crisi.


In Medicina Tradizionale Cinese (MTC) la cefalea (tou tong; tou feng) è
classificabile in rapporto alla causa (esterne, interne ed alimentari), la
durata (acute e croniche) e le aree d’interessamento in relazione alla
topografia meridianica (Tai Yang, Shao Yang, Yang Ming e Jue Yin)[9]. In età
pediatrica, in particolare, si può argomentare che argomentare che il surmenage
scolastico o i difficili rapporti parentali provochino un esaurimento
progressivo del jing (rigoglioso ma immatura nell’infanzia), determinando un
eccesso relativo dello Yang di un Organo con espressione cefalalgica. Passate
esperienze indicano che alcuni punti della branca esterna della Vescica Urinaria
(detti benshen) soni i più attivi in questi casi[10]. Fra questi i punti più
spesso compressi sono:
- BL52 (Zhishi): Vuoto di Jing di Rene: in bambini "sovraccaricati" di
responsabilità (genitori ansiosi e pieni d’aspettative).
- BL 49 (Yishe): Vuoto di jing di Milza: in bambini preoccupati, con idee
ripetitive, che provengono da nuclei familiari con anancasmi o nevrosi
ossessivo-fobiche o compulsive.
Le sedute vanno eseguite settimanalmente, con durata di 30 minuti.
Circa l’omeopatia si sceglie un solo rimedio a bassa potenza (5-7-9CH),
somministrato tre volte al dì lontano dai pasti e per una durata di tre
mesi[11]. Ecco i rimedi di più frequente impiego e le loro caratteristiche
sintomatologiche[12]:
- Actaea racemosa: cefalea occipitale estesa al vertice, aumentata
dalla pressione, ridotta dal rumore e dal ciclo mestruale.
- Anacardium orientale: Cefalea dello studente con sensazione di
pressione al globo oculare, aumentata dal cibo e ridotta dallo studio.
- Belladonna: dolori acuti, diffusi, pulsanti e lancinanti. Testa
pesante, viso rosso, occhi iniettati. Il soggetto spinge la testa indietro e la
ruota a destra e a sinistra.
- Bryonia: cefalea congestizia del mattino, con sensazione di
cervello che scoppia. Il movimento degli occhi esaspera il dolore. Peggiora con
il respiro forzato, la tosse, l’evacuazione, l’assunzione di cibo e sedendosi.
La crisi si riduce rimando a letto in una stanza buia.
- Calcarea phosphorica: cefalea degli studenti con crescita
rapida.
- China: cefalea con sensazione d’esplosione del capo, esasperata
dalla pressione. Cuoio capelluto molto sensibile. Le correnti d’aria aggravano
la cefalea e determinano nevralgie.
- Ferrum metallicum: cefalea pulsante con congestione del viso e,
al contempo, estremità fredde.
- Gelsemium: cefalea preceduta da disturbi visivi ed accompagnata
a depressione e tremore. L’emissione d’urine l’aggrava. Il viso è congestionato,
rosso e caldo.
- Glonoine: Il viso è rosso, congestionato. Il dolore insorge dopo
un colpo di sole. Il paziente deve restare immobile e con lo sguardo fisso.
- Ignatia amara: sensazione di un chiodo fisso piantato nel capo.
I dolori sono scatenati ed acuiti dagli odori e dal fumo di tabacco.
- Iris versicolor: cefalea o emicrania periodica. I dolori
compaiono dopo colazione, dopo movimenti rapidi del capo, dopo aver camminato
all’aria aperta e sono preceduti da un senso di bruciore ogni occhi con scotomi.
E’ più spesso unilaterale e si ripete ad intervalli di alcuni giorni.
- Natrum muriaticum: cefalea cronica che si ripete ogni 2,4,7
giorni, con pulsazioni violente come piccoli colpi di martello. Il dolore è
minore al risveglio ed aumenta progressivamente durante il giorno. Tossendo o
starnutendo il dolore migliora. La concentrazione e lo studio attenuano il
dolore. Sensazione di sabbia e di bruciore agli occhi.
- Nux vomica: cefalea legata ai disturbi gastroepatici o a
strapazzi alimentari. si associa a nausea e vomito. Gli sforzi intellettuali,
l’aria aperta, la collera, la luce, il rumore il movimento aumentano il dolore.
- Phosphorum acidum: cefalea e stanchezza dopo la scuola o gli
sforzi intellettuali.
- Ruta graveolens: cefalea dopo intenso studio, associata a
rossore degli occhi.
- Sanguinaria canadensis: emicrania intensa, periodica, ogni sette
giorni. Inizia al mattino, raggiunge il massimo alle 12 e si attenua di sera. Il
dolore inizia all’occipite e s’irradia in avanti fino ad interessare tutta le
testa. Il dolore è fisso alla tempia ed all’occhio destri. Pulsazioni violente
del capo con vomito biliare. La luce, i movimenti, gli odori ed i rumori
aggravano la forma. Migliora con il silenzio e l’oscurità
Spigelia: cefalea o nevralgia violenta, dall’occipite in avanti, che si fissa ad
un occhio, di solito il sinistro. Il dolore è aggravato dal movimento e dalla
marcia. Inizia al mattino, si riduce durante il giorno e migliora al tramonto.
Dolorabilità ai globi oculari. Non può girare gli occhi senza girare il viso.
Intensa lacrimazione.
- Sulfur: cefalea congestizia periodica, spesso durante la
domenica ed i giorni di riposo, accompagnata da obnubilazione, nausea, vomito e
vertigini. Sensazione di bruciore e calore al capo ed alla pianta dei piedi. Si
aggrava di mattino, all’aria fresca e con gli sforzi intellettuali.
- Tubercolinum: Cefalea dopo gli sforzi intellettuali.
- Venus mercenaria: cefalea frontale, sottorbitaria, alternante a
destra e a sinistra. Dolori pulsanti e costrittivi, accompagnati da vertigini,
acufeni, sonnolenza e disturbi digestivi (flatulenza e costipazione).
Autore: Carlo Di Stanislao
Indirizzo per chiarimenti
Carlo Di Stanislao
E-mail: amsaaq@tin.it
Bibliografia
[1] AAVV: Emicrania e cefalea tensiva in età evolutiva, Ed. Franco Angeli,
Milano, 2004.
[2] Morelli R., Parietti P., Caprifoglio V.: Cefalea, Ed.Riza, Milano, 1999.
[3] Gallai V., Firenze S., Mazzotta G.: Cefalea giovanile, Ed. Marrapese, Roma,
1993.
[4] Durand P., Cornaglia Ferrarsi P.: Farmaci e bambino. Terapia pediatrica
essenziale e principi di farmacologia, Ed. CEA, Milano, 1993.
[5] Heichenwald H.: Terapia Pediatrica. Vol 2, E. UTET, Torino, 1996.
[6] De Matteis M.: Mal di esta e medicine, http://www.guidagenitori.it/guidagenitori/home.jsp?openDocument=2509&parent1=150&parent2=111&docs=111,
2004
[7] Di Stanislao C., Brici P., Galluzzo E., Simongini ., Navarra M.: Cefalea
pediatrica: trattamento con agopuntura ed omeopatia, Omeonet, 2000, 2: 8-11.
[8] Di Stanislao C., Brici P., Galluzzo E., Simongini ., Navarra M.: Risultati
sull’impiego di agopuntura ed omeopatia in un piccolo campione pediatrico con
cefalea persistente,
http://www.agopuntura.org/area/rivista/arretrati/Settembre_2000/cefalea_pediatrica.htm
[9] Di Stanislao C..: Le cefalee in agopuntura, in Cefalee: diagnosi e terapia,
a cura di V. Gallai, Ed. SISC, Perugina, 2004.
[10] Di Stanislao C., Corradin M., De Berardinis D.: Eziopatogenesi diagnosi e
terapia delle cefalee in MTC, Meeting sul Dolore. Agopuntura ed oltre, Jesi, 6
ottobre 2000, Atti, www.sia-mtc.it/Documenti.
[11] Di Stanislao C.. Le Metafore del corpo. Dal simbolo alla terapia, Percorsi
integrati di medicina naturale, Ed. CEA, Milano, 2004.
[12] Trapani G.: La cefalea in età pediatrica: possibilità e limiti della
terapia omeopatica, Cahiers De Biotherapie, 1999, 1: 23-30.
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